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WHAT

KIUI Kit di Interazione Urbana Istantanea è un progetto di ricerca e azione sullo spazio pubblico urbano promosso da Orizzontale a Roma tra l'autunno 2011 e la primavera 2012. KIUI si è articolato in quattro momenti, tre micro‑eventi temporanei e un workshop di costruzione che ha dato vita ad una struttura semi‑permanente.

Durante le prime tre iniziative, denominate "atti pubblici", Orizzontale ha dato appuntamento ad altri collettivi e gruppi romani per sperimentare assieme prassi e tecniche di riscoperta e riattivazione di spazi interstiziali e dimenticati, scegliendo ogni volta un tema diverso: la creazione di spazi verdi condivisi, la trasformazione di spazi urbani "invisibili" e la riattivazione di spazi costruiti in disuso.

Il workshop finale, che ha preso il nome di "S.O.S. Spazio Open Source" e che ha visto la partecipazione del collettivo TXP di Madrid e di 30 studenti dell'Università di Roma Sapienza, è stato il momento per mettere in pratica le sperimentazioni precedenti con la realizzazione di una struttura semi‑permanente che contribuisse nel tempo a riattivare uno spazio pubblico dimenticato.

KIUI Kit di Interazione Urbana Istantanea is a research and action project on urban public space promoted by Orizzontale from fall 2011 to spring 2012. KIUI has been articulated in four moments, three temporary micro-events and a final costruction workshop whose outcome has been the realization of a semi‑permanent structure.

During the first three happenings, called "public acts", Orizzontale encountered others collectives and groups based in Roma to experiment practices and techniques of rediscover and reactivation of interstitial or forgotten spaces, choosing each time a different theme: the constitution of shared urban gardens, the transformation of invisible urban spots and the reactivation of built disused spaces.

The final workshop took the name of "S.O.S. Spazio Open Source" and saw the partecipation of Madrid‑based collective TXP and of 30 students from Sapienza University of Roma. It has been the occasion to put in practice the previous experiments with the realization of semi‑permanent structure whose aim is to reactivate a forgotten public space.

WHO

UN PROGETTO DI

GRAFICA

VIDEO

Lorenzo Ciccarelli +
Matteo Giancaspro

CON LA PARTECIPAZIONE DI

SI RINGRAZIA

This project has been founded with support from the European Commision.

This website reflects the views only of the author, and the Commission cannot be held responsible for any use which ca be made of the information contained therein.

WITH

MORE

KIT

DISCOVER THE KIT

ATTO PUBBLICO #1

ECOAGROCULT URBANO

Ponte Pigneto & Giardino Castruccio

Roma, 12 Novembre 2011

Mentre pianificatori e imprenditori fanno sparire ogni giorno parchi e aree verdi per far posto a nuovi condomini e centri commerciali, in tutte le città europee la costruzione di orti urbani e giardini condivisi autogestiti rappresenta una delle risposte più frizzanti alla sparizione degli spazi urbani di relazione.

Scopo di questo primo incontro/laboratorio è stato di radunare i protagonisti di questo movimento sul territorio romano per riflettere insieme sulle strategie e sui significati di queste specifiche pratiche di riappropriazione e riattivazione.

La manifestazione è cominciata con un happening durante il quale la passerella pedonale del Pigneto è stata temporaneamente trasformata in passerella per una sfilata le cui protagoniste sono state alcune decine di piante, raccolte per essere donate al neonato giardino autogestito di via Castruccio Castracane, dove è stato ospitato il resto dell’iniziativa.

While planners and entrepreneurs get rid of parks and former green areas to make space for condos and shopping malls, in every city around Europe the emergence of self-managed urban gardens and community places embodies one of the most sparkling answers to the disappearance of relational urban spaces.

The aim of this first lab/meeting was to gather the main ideas of this movement in the Rome area, and to discuss openly the strategies and meanings of these specific re-appropriation and re-activation practices.

The event began with a performance at the pedestrian bridge of the Pigneto neighbourhood, temporarily transformed into a “green carpet” to host a plants parade. These plants have since been donated to the new, self-managed garden in Via Castruccio Castracane, in which the rest of the initiative has been hosted.

Hanno partecipato / partecipants: Giardinieri Sovversivi Romani, Zolle Urbane, Fermenti di Terra, Zappata Romana, Filo Verde, Missviluppo 2.0, Città delle Mamme, Cani Sciolti Pigneto.

ATTO PUBBLICO #2

OPEN BRICOLAGE

Via Fortebraccio

Roma, 26 Novembre 2011

Portare l’intimità della casa nello spazio comune. Evidenziare l’importanza delle relazioni per la vitalità dei nostri quartieri. Festeggiare la città.

Tre gruppi hanno condiviso una giornata di creatività pubblica nella quale una parete cieca ha dato lo spunto per la costruzione di un luogo collettivo temporaneo. Ancora una volta, uno spazio residuale viene riattivato per dare vita di situazioni inedite, per favorire gli incontri casuali, per celebrare il tempo libero.

Tutto questo grazie alle tecniche di riuso e assemblaggio di materiali di scarto che la città produce e che lega l’approccio professionale dei tre gruppi partecipanti alla performance.

Bringing the intimacy of home into the common space. Emphasising the meaning that interpersonal relations give to the vibrancy of our neighbourhoods. Celebrating the city.

Three groups shared a day of public creativity in which a blank wall was used to build a temporary collective place. Once again, an in-between space is brought back to life to create unexpected situations, to encourage accidental meetings, to celebrate free time.

All of this is thanks to waste reuse and re-assembly techniques, a common ground in the professional approach of these groups.

Hanno partecipato / partecipants: Lab Falegnameria e Studio Superfluo.

ATTO PUBBLICO #3

LIBERO MERCATO

Mercato di Torpignattara

Roma, 17 Dicembre 2011

Il mercato coperto di via Laparelli a Torpignattara, Roma, è nato nel 2003 dalla trasformazione del vecchio mercato all’aperto in un edificio su due livelli. L’operazione è in parte fallita e l’edificio versa in uno stato critico: molti esercizi hanno chiuso, le postazioni sono rimaste abbandonate, l'atmosfera è desolante. Il mercato, che una volta rappresentava il fulcro della vita del quartiere, ha perso tale significato.

L’area di Torpignattara ospita decine di culture differenti e si presta quindi a divenire un laboratorio aperto incentrato sull’idea di città multiculturale. Da una parte un mercato rionale da rivitalizzare, dall’altra la carenza di spazi per momenti di condivisione ed integrazione degli abitanti. ‘LIBERO Mercato’ ha voluto evidenziare come questi due bisogni possano essere visti come l’uno la soluzione dell’altro.

Una riconversione temporanea degli spazi inutilizzati attraverso attività ludiche e culturali ha animato lo spazio del mercato per una giornata. Potrebbe il mercato, attraverso questo genere di operazioni, ritornare ad essere un punto centrale della vita di Torpignattara, arricchendosi di altre funzioni al di là di quelle commerciali e diventando propulsore per una crescita sociale del quartiere?

The covered market in Via Laparelli in Rome was born in 2003, transforming an old market square into a two-story building. The operation partially failed and the building is in a critical state: the market, once hubs of the neighbourhood life, have recently lost that meaning. Part of the building is unused, boxes are abandoned, and others have even ceased trading.

Torpignattara hosts hundred of different cultures and is the perfect place to be used as a open space lab to study the idea of the multicultural city. On the one hand a neighbourhood market needing to be reactivated, on the other hand the lack of spaces for sharing experiences and integrating communities. ‘LIBERO Mercato’ aimes to underline how these two problems could be each one the solution to the other.

A temporary reconversion of the untapped spaces through recreational and cultural activities animated the market for one day. Could the market, in this way, go back to being a central point of Torpignattara’s public life, filled with purposes beyond commercials ones, and become a propellant for a social growth of the neighbourhood?

Hanno partecipato / partecipants: Fusolab, Fusoradio, Sbagliato, CMR, Aoisland, Superfluo, Gianni Ruscio, Sille Luna, CdQ Torpignattara.

WORKSHOP

S.O.S. SPAZIO OPEN SOURCE

Parco di via delle Palme / Forte Prenestino

Roma, 14-20 Maggio 2012

S.O.S. è un’installazione site-specific semi-permanente il cui principale obiettivo è la riattivazione di uno spazio urbano abbandonato realizzata da Orizzontale utilizzando esclusivamente materiali di riuso e con la partecipazione del collettivo TXP di Madrid e degli studenti della facoltà di Architettura della Sapienza di Roma.

SITO — S.O.S. è stato pensato e realizzato per uno spazio complesso situato all’interno di un giardino pubblico del quartiere di Centocelle a Roma, formato da un piccolo piazzale delimitato da un terrapieno in forma di emiciclo. La caratteristica di maggior interesse dello spazio, e al tempo stesso il suo aspetto più critico, è il suo essere cerniera tra la parte residenziale del quartiere e il “Forte Prenestino”, un antica struttura militare rimasta abbandonata per decenni prima di essere occupata e riscattata dagli abitanti in un percorso ventennale di autogestione.
Benché l’interno del fortino sia oggi completamente riattivato da un’intensa attività culturale e sociale, che rende il “Forte Prenestino” uno spazio di primo piano nella vita della capitale, lo spazio di soglia dell’emiciclo antistante è stato progressivamente dimenticato e abbandonato. Ridotto a mero spazio di passaggio privo di identità esso si è gradualmente trasformato nell’immaginario degli abitanti in uno spiacevole buco nero, una “no man’s land” che sembra dividere il centro sociale e la città assai più di quanto li connetta.

PROGETTO — Il progetto S.O.S. prende le mosse dalla rilevazione nell’area dell’emiciclo di un grande potenziale inespresso, di una sorta di naturale vocazione ad essere uno spazio nodale dal punto di vista culturale e sociale. Il progetto si sviluppa attorno all’idea che le medesime caratteristiche che rendono lo spazio problematico possono essere il punto di partenza per ribaltarne la condizione e trasformalo in una “all man’s land”, in un luogo vivo e accogliente che proprio grazie alla sua centralità possa divenire la sede di relazioni stabili e positive tra la città e il centro culturale.
L’idea è di (ri)costruire in modo discontinuo e intermittente lo spazio di un anfiteatro, sfruttando la particolare conformazione del luogo. Per ricongiungere il centro culturale e la città si è inteso, in opposizione alle pratiche vigenti di progettazione urbana, occupare lo spazio intermedio con alcuni “oggetti anomali” che gli restituissero identità e valore.
Funzionando singolarmente come “macchine relazionali” in grado di accogliere e stimolare l’uso quotidiano dello spazio, le quattro gradinate operano al tempo stesso tutte insieme interferendo con le qualità simboliche e percettive dello spazio, fino ad unificarlo mediante la produzione dell’immagine di uno spazio teatrale. In occasione di eventi o manifestazioni i quattro elementi possono infatti funzionare come veri e propri spalti rivolti verso un piccolo palco multifunzionale costruito al centro dell’emiciclo da Orizzontale e dal colletivo TXP di Madrid.
Di notte, quando la vita del Centro Sociale si anima maggiormente, uno speciale sistema di illuminazione realizzato a partire da contenitori in plastica sottratti ad un ciclo produttivo che li avrebbe smaltiti, rende fruibile e accogliente lo spazio del giardino avvolgendo tutta l’area in una atmosfera di onirica sospensione.

STRATEGIA — S.O.S. è un progetto di intervento pensato per un luogo specifico, ma è anche e soprattutto un prototipo universalmente valido per altri e diversi interventi nello spazio pubblico. Le linee guida che hanno animato il processo possono essere riassunte in quattro punti:

» Attivare una sinergia tra o differenti livelli di rifiuti che la città costantemente produce: dai materiali di costruzione, allo spazio dismesso dell’emiciclo, all’idea dimenticata di uno spazio comune.

» Limitare al minimo il grado di trasformazioni fisiche del sito, con lo scopo di preservarne le qualità esistenti, rendere l’intervento completamente reversibile e ridurre a zero gli impatti ecologici ed economici.

» Utilizzare techiche a basso contenuto di tecnologia e far sì che gli abitanti costruiscano lo spazio con le proprie mani. Siamo profondamente convinti che l’atto di prendersi cura di un luogo sia un primo fondamentale passo per la creazione di una comunità che intende abitarvi.

PROCESSO — S.O.S. è stato realizzato in cinque giorni da Orizzontale, TXP e 30 studenti della Facoltà di Architettura dell’Università di Roma “Sapienza”, durante le attività della prima edizione di “Babel2 - Independent biennale of critical living”, organizzata dal CSOA Forte Prenestion dal 14 al 20 Maggio 2012. Tutti i materiali, ad eccezione dei moduli per l’illuminazione, provengono dal disassemblaggio dell’installazione “Officina Roma” realizzata da raumlaborberlin nell’autunno del 2011 al Museo MAXXI di Roma nel contesto della mostra “Re-Cycle” . Le operazioni di smontaggio, condotte da Orizzontale nella settimana precedente al workshop, hanno salvato più di 25 metri cubi di legno da costruzione da un sicuro smaltimento. Grazie alla strategia di riuso, a dispetto della dimensione dell’intervento e dell’efficacia nella trasformazione dello spazio, “S.O.S.” è stato realizzato con un budget e con un impatto ecologico quasi nulli.

Parco di via delle Palme / Forte Prenestino

Roma, 14-20 Maggio 2012

S.O.S. Spazio Open Source is a semi-permanent site-specific installation whose main purpose is the reactivation of a forgotten and abandoned public space.
S.O.S. has been built by Orizzontale with 100% recycled materials with the participation of Madrid collective TXP and the students of architecture course of Università “Sapienza” of Roma, Italy.

SITE — The site in which S.O.S. has been realized is a complex space placed in a public garden in Centocelle (Roma) formed by a sort of courtyard surrounded by a earth-made hemicycle. The main interest point of the site, and at the same time its critical issue, was that it lies in the middle between the residential part of the neighborhood and the “Forte Prenestino”, a former military fort abandoned for decades and then reclaimed and restored by citizens in the last 25 years.
While the internal space of the military fort is today completely revived by intense cultural and social activity, that make the “Forte Prenestino” a hub for the cultural life of Roma, the threshold space of the outer hemicycle was increasingly neglected and forgotten. Turned into a mere passageway without a particular identity, the hemicycle gradually became a ill-famed, unsafe and obscure “no man’s land” and ended up dividing the two worlds of the city and the cultural center rather then connecting them.

PROJECT — The project S.O.S. first arose out of the charming power of the threshold space of the hemicycle, from the recognition of its enormous unexpressed potential as a social connector and a cultural condenser. The guiding principle of the project was the idea that exactly the same characteristics that made the hemicycle an obscure place of nobody could be overturned and exploited to transform the site in an “all man’s land”, a place for encounters and communities.
The main strategy adopted to make the space become a connector rather than a divider was, in spite of current practice in public space architecture and landscape design, the occupation of the space with new matter and images. The project, conceived by Orizzontale after a confrontation with Forte Prenestino occupiers and people of the neighborhood, takes the form of four similar but different “unusual objects”: four bleachers sized 3x6 meters were built on the facing sides of the hemicycle.
Working individually as “relational machines” during everyday life, the four bleachers also interfere all together with the overall perceptive and symbolic qualities of the space, unifying it trough the suggestion of the existence of a virtual amphitheater. Indeed, during special events the four elements can actually work as proper stands facing a small-scale multifunctional stage built in the central space by Orizzontale and Madrid collective TXP.
During night-time, when the cultural center inside the fort lives more, a special lighting system made of up-cycled spherical plastic beer kegs keeps the space enjoyable and wrap the hemicycle up in an dream-like atmosphere.

STRATEGY — S.O.S. is an actual intervention designed and realized in a specific real place, but is also a universally valid prototype for other different re-activations of common places. The guidelines that led the process are:

» Activate a synergy between different levels of waste and scraps that the city continuously produce: from the construction materials, to the place itself (wasteland) and to the discontinued idea of a common place (waste-ideas).

» Limit the amount of physical transformations of the site to the minimum required, with the aim of preserving existing qualities of the place, make the intervention completely reversible and cut down the economic and ecological impact.

» Use low-technology techniques and make the dwellers build the space by themselves. We are deeply convinced that the act itself of taking care of a place is the fundamental first step for the community that could live in it.

REALIZATION — S.O.S. has been realized by Orizzontale, TXP and 30 students from Università “Sapienza” in the time of 5 days, during the activities of the first edition of “Babel2 - Independent biennale of critical living”, organized by CSOA Forte Prenestino from 14 to 20 May 2012. All the materials, excluding the lighting modules, came from the dismantling of the installation “Officina Roma” by raumlaborberlin, realized in the fall 2011 within the exhibition “Re-Cycle” at MAXXI Museum, Roma. The dismantling, carried out by Orizzontale during the week before the construction, saved more than 25 cubic meters of excellent wood from dump. The project, in spite of its size and of the extremely strong transformation effect that has produced, has been realized at almost-zero budget and almost-zero ecological impact.